Giornalino

Un GRANDE grazie

Un primo grande GRAZIE va ai nostri amici dell’Equipe Orthopaedics Onlus guidata dal Dott. Faldini, otto medici in tutto, che anche quest’anno si sono recati al Centro per bambini motolesi a Mlali-Kituo; dopo aver visitato i 70 bambini, arrivati con le loro mamme da varie parti del Tanzania, ne hanno ritenuto bisognosi di un intervento più urgente 20, che ora trascorreranno presso il Centro il tempo necessario per la riabilitazione.
I medici, che hanno prestato il loro servizio al Kituo questa volta hanno anche inaugurato la sala per i Raggi X, finalmente ultimata dopo i vari problemi legati alle metrature e alle attrezzature, e qui è doveroso ringraziare tutti i benefattori legati al Centro di Animazione Missionaria (C.A.M.) che da anni sostengono i nostri progetti, ed un grazie a chi, attraverso le adozioni di un posto letto, ha permesso al bambino di poter essere operato.
Un grazie anche al Gruppo Kilimangiaro del Campo Lavoro dell’estate 2016, che con le loro offerte ha fatto si che il direttore del Kituo, potesse comprare un nuovo e moderno microscopio, per il laboratorio di analisi del dispensario. Dopo aver pubblicizzato, il progetto per un aiuto all’Ospedale San Pio in Nigeria, abbiamo subito ricevuto una buona somma che, per almeno un anno, copre tutte le spese! Un grazie a questi nuovi amici delle Missioni ed un grazie a chi ha offerto questa donazione.

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Giugno 2017

Una testimonianza
evangelica di fraternità

Carissimi lettori, il cammino verso una sola rivista continua a piccoli passi, ma in modo deciso. Ci rendiamo sempre più conto di dover rispondere in questo modo alla realtà che ci circonda e chiede un atteggiamento evangelico di comunione e collaborazione piena. «Eco delle Missioni» e «Proposta Tau» per tanti anni hanno contribuito ad animare l’impegno di quanti si sono messi in gioco con la nostra missione di Frati Minori Cappuccini in Toscana. Proprio per dare uno spessore maggiore e lanciare uno sguardo di speranza sul futuro, vogliamo offrire a tutti uno strumento di comunione.
Piccolo segno di realtà ecclesiale e francescana, noi Frati Minori Cappuccini rinnoviamo il nostro impegno di essere in Toscana una testimonianza evangelica di fraternità, secondo lo stile di Francesco d’Assisi. In questo stile vi tendiamo la mano e chiediamo di condividere il nostro cammino. Ci sembra fecondo, allora, condividere con ciascuno di voi le parole che Francesco rivolse ai suoi frati, durante una sosta a Siena, nel suo cammino verso Assisi, al termine della sua esistenza. In un momento critico, quando gli sembrava che «sorella morte» fosse già accanto a lui disse a un suo confratello:
Scrivi che benedico tutti i miei frati che sono ora nell’Ordine e quelli che vi entreranno fino alla fine del mondo. Siccome non posso parlare a motivo della debolezza e per la sofferenza della malattia, brevemente manifesto ai miei frati la mia volontà in queste tre esortazioni. Cioè: in segno di ricordo della mia benedizione e del mio testamento, sempre si amino tra loro, sempre amino ed osservino la nostra signora la santa povertà, e sempre siano fedeli e sottomessi ai prelati e a tutti i chierici della santa madre Chiesa” (Francesco d’Assisi, Testamento di Siena : FF 132-135).
In risposta alle domande del mondo nel quale siamo immersi, le esortazioni di Francesco sono chiamate a colorarsi di modalità adeguate. Ne proponiamo alcune. L’amore reciproco si rivesta di cortesia umana, nei gesti e nelle parole. L’amore alla povertà conduca dalla sobrietà di vita alla condivisione verso chi è impoverito ed emarginato. La fedeltà alla Chiesa si concretizzi nella partecipazione del cuore e delle scelte al percorso suggerito dalla Evangelii gaudium di papa Francesco. La nostra rivista possa essere un aiuto lungo il sentiero della vita che vogliamo condividere con tutti voi.

La redazione

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Cena missionaria 2017

i bambini di Mlali, il nostro primo amoreAnche quest’anno, il 5 Gennaio, si è svolta presso il “Cenacolo Francescano” la consueta cena missionaria. Il titolo della serata capeggiava su una scritta posta in alto al centro del palco “i bambini di Mlali, il nostro primo amore…”. Come sempre sono proprio i bambini di Mlali i principali destinatari del ricavato di questa cena e di quasi tutte le attività del centro di Prato. I bambini motolesi, ospitati nel kituo di Mlali in Tanzania sono veramente il nostro primo amore! Li abbiamo incontrati per la prima volta più di venti anni fa e da allora non passa anno che non vengano in contatto con l’amore dei volontari e dei frati cappuccini toscani. In queste pagine potete trovare la storia di questo rapporto e di come i loro sguardi ci abbiano cambiato la vita.
arrivo dei commensaliLa serata si è svolta, come ogni anno, in un clima di serenità e di famiglia nonostante sia stata preceduta dalle solite umane preoccupazioni nel dover gestire una serata con così tanti commensali. Molte sono le persone che si sono date da fare perchè, ancora una volta, si potesse animare lo spirito missionario che vive nei nostri cuori ed in quelli dei partecipanti. Tanti sono stati anche i cuori che, per la prima volta, hanno condiviso con noi questo appuntamento: a loro il nostro invito a partecipare alla nostra gioia e alla nostra convizione che questa è la missione a cui siamo stati chiamati.

 

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Scuola elementare di Enugu (Nigeria)

Scuola elementare di Enugu

Come potete vedere dalla foto la costruzione della scuola è terminata! Adesso è indispensabile completare l’attrezzatura scolastica e sostenere le borse di studio. Già 50 bambini quest’anno hanno cominciato gli studi nella nuova scuola ma con il tempo dovremo arrivare a 800 bambini che avranno bisogno di un pulmino per arrivare, di molta acqua potabile per l’igene e la cucina. Confidiamo ancora una volta nella provvidenza e nella generosità di tutti.

Enugu: alule elementari

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Scuola di Mivumoni (Tanzania)

Scuola di Mivumoni (Tanzania)
Grazie ad una parte del lascito di una benefattrice alle Missioni dei Frati Cappuccini Toscani è stata devoluta una consistente somma per il progetto della scuola di Mivumoni in Tanzania. Appena possibile vi informeremo quanto prima dello stato dei lavori.

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Dicembre 2016

Editoriale

Stiamo attraversando tempi segnati da cambiamenti ad ogni livello. Non vogliamo abusare qui dell’aggettivo epocale, ripreso spesso e talvolta a sproposito. D’altra parte, il fenomeno migratorio di migliaia di persone che bussano ai confini dell’Europa non può definirsi un’emergenza temporanea. Siamo davanti ad una profonda trasformazione della società nella quale viviamo.
E non possiamo prevedere in che modo si presenteranno nel prossimo futuro gli scenari culturali e sociali della società europea. Anche da un punto di vista ecclesiale, stiamo assistendo a tentativi di cambiamento. Il magistero di papa Francesco sta portando una ventata di novità nella chiesa, prospettando un rinnovamento nelle relazioni all’interno delle comunità ecclesiali come nella tensione evangelizzatrice.
L’idea di «una chiesa in uscita», che corra rischi pastorali piuttosto che rimanere arroccata su posizioni statiche ormai indifendibili, è il principio guida della parola di papa Francesco.
All’interno di questi e molti altri cambiamenti, anche l’umile Eco delle Missioni cammina verso una trasformazione che riteniamo possa giovare alla sua diffusione. Il nuovo consiglio dei Frati Minori Cappuccini toscani sta cercando di semplificare la pubblicazione delle testate della provincia religiosa.
Convogliando le forze e avendo di mira una evangelizzazione a tutto campo, le redazioni di Eco delle Missioni e di Proposta Tau saranno unificate fin dal prossimo anno. Crediamo così di poter svolgere un servizio migliore e più qualificato nei confronti sia dell’animazione missionaria che della pastorale giovanile in Toscana. Intanto, per l’ultimo numero di questo anno, le due testate saranno stampate e distribuite come al solito. Ma già fin d’ora, sfogliando le pagine della rivista, troverete qualche cambiamento insieme a conferme di collaboratori e tematiche. In un famoso detto, riportato dall’evangelista Matteo, Gesù afferma che “ogni scriba, divenuto discepolo del Regno dei cieli, è simile a un padrone di casa che estrae dal suo tesoro cose nuove e cose antiche” (Mt 13,52).
Confidiamo di mantenere questo preciso stile evangelico, continuando sullo stile così apprezzato da voi lettori e proponendovi nuovi stimoli che speriamo siano accolti con il medesimo gradimento.
Nell’approssimarsi della festa di Natale, vogliamo augurare ad ogni lettore un tempo di reale preparazione all’incontro con il Signore. La liturgia della prima domenica di Avvento ci ha invitato ad andare incontro con le buone opere al Signore che viene. Colui che viene è Colui che fa nuove tutte le cose, è Colui che, come diceva non gli antichi cristiani, ha introdotto nel mondo degli uomini ogni novità portando Se stesso. Col cuore pieno di speranza nelle promesse del Signore, vi auguriamo fin d’ora un felice e sereno Natale nelle vostre case e nelle vostre famiglie.

La redazione

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Giugno 2016

Grazie Giovanni!

Col numero scorso (marzo 2016) il Professor Giovanni Minnucci ha concluso la sua collaborazione con la nostra rivista: una collaborazione il cui inizio si perde nella notte dei tempi e che, negli ultimi sei anni, era diventato appuntamento puntuale e di grande prestigio con i nostri lettori, attraverso uno spazio che lui stesso aveva voluto chiamare “Per riflettere”.
Come redazione già ne sentiamo la mancanza ed esprimiamo l’auspicio che il nostro rapporto non sia concluso, ma solo momentaneamente sospeso: dopo tanti anni, ha sentito il bisogno di lasciarsi più tempo per i suoi molteplici interessi ed impegni in campo accademico ed ecclesiale, una scelta che – pur con l’inevitabile rammarico – ha trovato la nostra immediata e totale comprensione.
Difficile dire se di Giovanni abbiamo maggiormente apprezzato – e quindi ci mancherà di più – l’umanità, la spiritualità francescana, la vasta cultura, il rigore accademico o la semplice amicizia, perché lui è tutte queste cose insieme; ce ne siamo resi conto leggendo i suoi splendidi articoli, sempre di grande respiro, mai banali, su temi di enorme impegno, sia che trattassero dell’evoluzione della società globale, di temi di geopolitica, o più squisitamente di aspetti legati alla missione, alla vita e al magistero della Chiesa.
Per questo lo vogliamo ringraziare, certi di interpretare anche il pensiero dei nostri lettori, perché in questi tempi in cui la riflessione è un bene così raro, le sue provocazioni ci hanno sempre stimolato a ragionare su quanto di importante accadeva a noi e intorno a noi, e ragionare è importante per crescere, come uomini e come cristiani! Quello che ci proponiamo di fare nel prossimo futuro – e lo proponiamo anche ai lettori – è di riprendere alcuni dei suoi articoli, leggerli di nuovo e riflettere ancora: per esempio su Diritti umani e libertà religiosa (giugno 2014), sull’incontro interreligioso di Assisi sulla pace (dicembre 2011), sulle migrazioni che interrogano la nostra civiltà (dicembre 2013), oppure su come cambia la geografia culturale e religiosa del pianeta (marzo 2014), sul Corno d’Africa, una catastrofe annunciata (ottobre 2011), sul Mediterraneo: area di conflitti o di incontro fra culture (giugno 2011), o quella originale e coraggiosa lettura della crisi, proposta nel giugno 2013, col titolo “Dio, l’uomo e il denaro”, per non parlare degli ultimi due numeri, in cui declina, da par suo, la pastorale della misericordia di Papa Francesco: dal Convegno Ecclesiale di Firenze (dicembre 2015), all’indizione del Giubileo (marzo 2016)
Davvero Giovanni, con tutto il cuore, grazie!

La redazione

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Marzo 2016

Omaggio al Medioevo

In questo tempo di dibattiti sulle unioni civili, non passa giorno che non capiti di incontrarsi nei media in una lunga serie di insulti, disprezzo e sufficienze, indirizzate contro il Cristianesimo, a partire da: “residuo di oscurantismo medievale” fino a quelli molto più popolari con riferimenti alla terminologia anatomica. Voglio rivendicare del Medioevo la forza, l’originalità e la positività, che, pur portati avanti usati con rozza ma efficace energia e a volte poco ortodossa, riuscirono a creare una nuova unità politica ed ideale e la moralità di una società disgregata della decadenza della cultura greco-romana. Tale “oscurantismo” portò in gestazione l’Umanesimo e il Rinascimento, i periodi più fulgidi della nostra storia nazionale e paradigma per la cultura europea.
Il Braccio secolare e il Cristianesimo costruirono i loro palazzi l’uno di fronte all’altro nella stessa piazza. C’era bisogno di visioni comuni, di certezze sicure e di determinazione e di azione. Nonostante i tentativi di sconfinamento provenienti da entrambe le parti, il bipolarismo resse e fu fecondo. Perché è il bipolarismo la base della realtà: dall’incontro del diverso o del complementare scaturisce l’energia ed il nuovo. Vita-morte, notte-giorno, inverno-estate, pace-guerra, gioia-dolore, odio-amore, terra-mare, positività-negatività, nucleo-elettroni, destra-sinistra, maschio-femmina, nuovo-vecchio… dal momento che si fondono perdono energia, si spengono e si vanificano.

P.Francesco Borri

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Chikwadu Obulu

Ragazzo operato
Dalla Nigeria una mail di ringraziamento dalla Mamma di Chikwadu Obulu

Thank you father i am highly grateful for the money you sent to me through father Anthony Udemba, may God provide you what you need most in life together with those that contributed to see that we live in the land of the living.
Thanks! God bless you all.
Obulu Damasus mother kidney transplant patient from Nigeria.

“Grazie padre, ti sono molto grata per i soldi che mi hai fatto avere attraverso padre Anthony Udemba. Possa Dio provvedere a ciò di cui hai maggiormente bisogno nella vita, così come a tutti coloro che hanno contribuito a vedere che viviamo nella terra della vita.
Grazie! Dio vi benedica tutti.
Obulu Damasus, mamma del paziente trapiantato Chikwadu Obulu”.

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Scuola elementare a Enugu

A settembre tutti a scuola, vicino a Enugu stiamo completando la scuola elementare

Sì, speriamo di poter iniziare le lezioni il prossimo settembre, anche se i problemi
non mancano. Sarà necessario un pulmino per prendere e riportare i bambini,
una “fonte” sicura di acqua potabile per la pulizia e l’igiene degli 800 bambini,
l’attrezzatura per la cucina e una risorsa affidabile di energia elettrica.
Certo non è poco, ma confidiamo nella Provvidenza e nella generosità di tutti.

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