Padre Corrado Trivelli

“Ciao cari”, queste le ultime parole che ha detto a me, a mia moglie e ai miei bambini. Un abbraccio forte e poi l’immagine, riflessa dallo specchietto retrovisore della macchina, di lui che rimane solo nel piazzale davanti alla chiesa… ci aveva convocati per quel saluto che lui (ce lo disse chiaramente nell’omelia) percepiva come un addio.

Questi sono i miei ultimi indelebili ricordi di Fra’ Corrado in partenza per il Tanzania.
Da questo viaggio lui non avrebbe fatto ritorno, ucciso in un incidente stradale terribile e maledetto, le cui ripercussioni scuotono tutt’oggi, a due anni di distanza, gli animi dell’intero prim’ordine toscano.

Ma chi era Fra’ Corrado?

Non voglio qui fare la biografia della sua vita e la cronologia dei suoi molti incarichi e numerosi successi nei servizi missionari e di assistenza:  Corrado era prima di tutto un vero amico, di quelli su cui sai di poter contare sempre.

Andrea Goti  ha scritto: “Abbiamo perso un ottimo missionario, un fratello solare, un commensale affabile, un compagnone simpatico, disponibile, arguto, ma più di tutto abbiamo perso un ottimo amico, uno di quelli che non si sostituisce, si rimpiange .. ciao Corradino”

Mio nonno diceva che gli amici sono più preziosi dei fratelli, perché gli amici veri si scelgono e si coltivano tutta la vita. Con Corrado c’era questo tipo speciale di relazione, ed era lui il primo ad alimentarla con una rara e continua attenzione verso l’altro: come le telefonate di incoraggiamento il giorno prima degli esami, quelle di auguri per il compleanno o l’onomastico, i pensieri per il battesimo dei bambini o semplicemente un piccolo regalo per Natale. Ogni incontro celebrava l’amicizia e la stima reciproca.

Dietro tutto questo, un missionario determinato ed instancabile non solo verso i “lontani” che tanto amava ma anche nei confronti dei “vicini” ai quali non faceva mai mancare presenza e servizio.

Una volta mi hanno chiesto quale fosse il suo miglior pregio  ed io senza esitazione dissi: “E’ anche il suo più grande difetto: non riesce mai a dire no a qualsiasi richiesta di aiuto”. Più di una volta l’ho visto, stanco e affaticato dopo un viaggio o una giornata dura,  adoperarsi in faticosi servizi che avrebbe potuto (come guardiano) richiedere per obbedienza ai propri fratelli più giovani e più in salute di lui. Niente, ad ogni richiesta di aiuto, rispondeva sempre personalmente con uno slancio e un desiderio ammirabile di condividere le difficoltà e i momenti irripetibili.

Corrado! So che sei appena tornato da un lungo viaggio e che sei stanco morto, ti volevo far sapere che è morta una sorella del Terz’ordine, molto anziana, ricoverata da tanti anni all’ospizio, non frequenta la fraternità da trenta anni e praticamente non la conosciamo neanche noi, il nostro assistente è indisponibile ma faremo comunque un momento di preghiera stasera alle cappelle del commiato.  La sua risposta non mi stupì: vengo!

Seppi da lui tutta la storia di questa terziaria, Corrado l’aveva incontrata durante una visita all’ospizio, si era interessato a lei e successivamente era tornato qualche volta a consolarla.

Questa sua attenzione continua verso tutti i sofferenti, questo suo amore verso il prossimo vissuto sempre nella pienezza della fede, il suo emozionarsi fino alle lacrime davani alla constatazione che questo amore era corrisposto da tanti…

Questo era Padre Corrado: un’anima bella!

Alberto Berti

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