Marzo 2015

La redazione augura a tutti una Buona e Santa Pasqua

Grazie Padre Piero…
Nello sconfinato mare delle notizie, la nostra preoccupazione è quella di carpirne il maggior numero. Ne facciamo una questione di “quantità”, abbiamo perso la capacità di analizzarle, di selezionarle secondo l’importanza, con il risultato che, a fine settimana o alla fine del giorno, non ce ne ricordiamo neanche una; proprio come le onde del mare, quando sono passate sono tutte uguali, nessuna che lasci un segno!
A rompere la “monotonia della superficialità”, ogni tre mesi, all’uscita di questa rivista, arrivava “Accade nel mondo”, la rubrica di Padre Pero Vivoli, che affondava la riflessione su un solo argomento: la profondità al posto della superficialità, la qualità contro la quantità. Una scelta di grande valore pedagogico! Dopo aver letto quella paginetta non si poteva fare a meno di chiedersi come mai, quella cosa lì che pure sapevamo, non avesse suscitato in noi l’attenzione, la riflessione che avrebbe meritato: la sua profondità ci metteva di fronte alla nostra superficialità!
Sentite l’attacco del suo articolo dell’ottobre 2013: “Quando alle 17 di oggi, 7 ottobre, ho cominciato a scrivere ciò che state leggendo, i corpi ritrovati a Lampedusa, a seguito del tragico naufragio di uno dei tanti barconi della disperazione, sono 211. La notizia, invece, che tanto ha scosso le istituzioni e il sentire comune, su alcuni giornali online è già scivolata in 22° posizione, dopo il solito scontro Pd – Pdl… E pensare che sono passati appena 3 o 4 giorni!”
Con lo scorso numero della rivista, l’ultimo del 2014, Padre Piero si è accomiatato dai suoi lettori. Potremmo scorrere tutte le riviste uscite durante questi 15 anni di collaborazione e troveremmo che, ogni volta, l’autore ha colpito nel segno: per il tema scelto, per come lo ha “raccontato”, si trattasse di un fatto di cronaca, di una riflessione filosofica o di un fenomeno di costume.
Padre Piero ci ha insegnato che niente succede per caso, niente è banale: un orologio da parete per noi serve solo a indicare l’ora; per lui – e per tutti quelli disposti ad imparare la lezione – “scandisce il procedere inesorabile del tempo, memoria di una storia che si va costruendo, di un futuro che si consuma, di un presente fugace… memoria di un conflitto, tipicamente contemporaneo, tra continuità e frammentazione” (ottobre 2011).
Grazie Piero, ci hai lasciati nella frammentazione… ti aspettiamo per la continuità!

La redazione

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